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Il Larice, il gigante gentile delle Dolomiti

Tempo di lettura: 3 min
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l Larice è l’albero che più simboleggia i boschi delle Dolomiti e tra questi è quello che si spinge alle quote più elevate. Si tratta di una pianta dall'aspetto imponente e dal temperamento forte che gli permette da un lato di nascere e vivere sui pendii più impervi e fragili e dall’altro di riuscire perfettamente a difendere la sua linfa da freddo, vento, insetti e patogeni contando solo sulle sue risorse, ovvero grazie alla sua corteccia estremamente robusta e resistente.

Il larice però, che è una pianta intelligente, lo sa bene che la forza fine a se stessa non è questa grande virtù se non si accompagna alla gentilezza: ecco perché ad ogni autunno rinuncia alle sue vesti per nutrire il terreno e garantire vita al bosco. 

Infatti, a differenza degli abeti (altra specie che popola abbondantemente le foreste delle Dolomiti), in autunno il larice si spoglia delle sue foglie aghiformi e le lascia cadere a terra perché vengano trasformate in sostanze utili e di nutrimento per il futuro, rinforzando il terreno e favorendo la crescita dei boschi. 

Prima di liberarsi dei suoi aghi però, questa pianta si veste di un tripudio di colori sgargianti che inizia dal verde, poi passa al giallo, al marrone con sfumature di rosso fino ad arrivare all’oro creando una bellissima Indian Summer (la cosiddetta “estate di San Martino”, il periodo in cui i boschi sono più colorati e che va da metà ottobre a inizio novembre). 

E siccome queste piante possono raggiungere dimensioni enormi, imponente è anche lo spettacolo di colori che si crea.

Il larice trova sempre un posto dentro al cuore degli uomini che abitano la montagna, oggi, ma, anche e soprattutto, in un passato non troppo lontano: è stato protagonista di leggende bellissime legate all’amore, un valido aiutante per la salute grazie alle sue proprietà curative e un amico fidato per la costruzione delle case e dei tabià – i tipici fienili in legno delle Dolomiti – grazie alla grande resistenza del suo legno alle intemperie e ai tarli, una forza che – si dice- è davvero tale solo se si ha l’accortezza di tagliare le piante nei mesi di riposo vegetativo, prima delle grandi nevicate. Se i larici vengono tagliati negli altri periodi dell’anno il loro legno è meno resistente: questo è un segreto che appartiene ai popoli delle Dolomiti. 

Come diceva Mario Rigoni Stern, tutti meriterebbero una volta nella vita di ammirare i larici arrossati dall’autunno sui cigli delle rocce. E aggiungiamo noi: tutti meriterebbero anche di provare il benessere che il larice può regalare grazie alle sue virtù. 

Larici in autunno
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