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Gli orti botanici, luoghi dove la meraviglia si intreccia alla scienza

Tempo di lettura: 3 min
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siste uno spazio in cui le piante sono protagoniste indiscusse. Lo sono tutte, indistintamente e ognuna per le sue specifiche caratteristiche: vengono protette, amate, studiate, curate e ammirate, e questo succede da molti, moltissimi secoli. Stiamo parlando degli orti botanici, spazi in cui la storia si intreccia con la ricerca scientifica e l’educazione, e dove chi li visita può apprendere e meravigliarsi.

Roseto di Serravella

La storia millenaria degli orti botanici

Gli orti botanici, o giardini botanici, rappresentano una fusione armoniosa tra la bellezza naturale e la conoscenza scientifica. Sono spazi ricchi di biodiversità, dove le piante di tutto il mondo sono coltivate, studiate e conservate per le generazioni future. 

La storia degli orti botanici, così come la raccontano Alessandra Viola e Manlio Speciale nel libro Andare per orti botanici, si colloca in tempi antichissimi. C’è chi li fa risalire al “Giardino botanico di Karnak”, appartenente al gabinetto di curiosità di Tutmosi III nell’antico Egitto. Altre fonti, invece, ci dicono che derivano dalle raccolte di piante utili che Teofrasto iniziò a curare nell’Atene del IV secolo a.C. o, ancora, dai giardini Zen dei monaci risalenti  più di 2000 anni fa.

Quello che è certo è che è stato il Rinascimento a segnare una vera svolta per queste realtà straordinarie: un’epoca in cui i saperi cominciavano a organizzarsi e a laicizzarsi, in cui nascevano le università e la scienza, così come la intendiamo oggi, muoveva i suoi primissimi passi. 

Gli orti botanici sono nati in effetti proprio nelle università, paradossalmente per evitare le truffe, per consentire a chi studiava medicina o farmacia di vedere con i propri occhi le piante da cui poi avrebbe estratto unguenti e pozioni e non cadere più nelle trappole di chi gli avrebbe offerto a caro prezzo, come spessissimo accadeva, piante ed erbe inutili ai loro fini.

Durante l’età moderna gli orti botanici si diffusero capillarmente sia per motivi storici che di studio, consolidando il loro legame con l’ambito universitario. Questi giardini servirono anche come centri per lo scambio di piante e conoscenze tra diverse regioni del mondo.

Orto Botanico a Singapore

Oasi di Conoscenza e Biodiversità nell’Urbanizzazione Moderna

E oggi? Oggi gli orti botanici svolgono un ruolo cruciale nella conservazione delle specie minacciate, nell’educazione ambientale e nella promozione della sostenibilità. Attualmente rappresentano luoghi d’importanza enorme per la conservazione della biodiversità, per la ricerca scientifica e l’educazione pubblica. Molte delle principali istituzioni botaniche del mondo, come il Kew Gardens a Londra o il Missouri Botanical Garden negli Stati Uniti, sono riconosciute a livello internazionale per il loro lavoro nella conservazione delle piante e nella diffusione della conoscenza botanica.

Cosa amiamo degli orti botanici

Gli orti botanici con il loro strano, ricco e ordinato mosaico di piante familiari e piante esotiche, di fiori e di frutti, si avvicinano forse a come da bambini immaginavamo i luoghi delle favole, con una natura fiorente e varia, sicura, misteriosa e ospitale. 

Noi amiamo queste realtà perché sono un richiamo irresistibile per la nostra anima che si nutre della bellezza, della serenità e del patrimonio scientifico che solo la natura sa darci. Questi orti sono per noi un tempio della conoscenza, un luogo dove le menti curiose possono esplorare i segreti della vita vegetale e imparare dagli antichi saperi della botanica. 

E tu perché li ami?

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Gli orti botanici sono oasi di bellezza naturale e conoscenza e svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità. Sai perché li amiamo? Leggi l’articolo.
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