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Forest Bathing, se i boschi ci insegnano a stare bene

Tempo di lettura: 3 min
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l Forest Bathing, noto anche come Forest Therapy o Nature Therapy, è una pratica di immersione sensoriale nel verde in cui si cammina nel bosco e si rimane in una sorta di silenzio contemplativo, lasciando che a parlare sia la natura con i suoi suoni, colori, profumi, superfici e sapori.

Questa esperienza immersiva, grazie al contatto con gli alberi, promette una serie di benefici tra cui quello di aiutare il fisico e la mente a rigenerarsi, a patto però che venga vissuta in tranquillità e con consapevolezza, dimenticandosi dell’orologio e dedicandole tutto il tempo necessario. Lo stesso tempo che crediamo di non avere mai, ma che è fondamentale riservare a noi stessi in totale armonia con ciò che ci circonda.

Il Forest Bathing si ricollega al Shinrin Yoku, pratica giapponese (che, letteralmente, significa proprio “bagno nella foresta”) nata nell’ambito di un progetto di sanità pubblica sviluppata dal Ministero giapponese delle Foreste, dell’Agricoltura e della Pesca, per promuovere uno stile di vita sano e a contatto con la natura.

C’è da dire però che le esperienze immersive nei boschi hanno origini molto più antiche: abbiamo traccia della profondissima connessione tra le persone e le foreste già ai tempi di celti e romani, delle popolazioni di Siberia e Amazzonia, senza dimenticare la ricca tradizione di leggende, favole e narrazioni che raccontano questo legame anche in Italia, dalle Alpi agli Appennini.

La pratica del Forest Bathing è molto più di una semplice passeggiata. A differenza del trekking o delle escursioni nei boschi, ribalta completamente la concezione di dover fare qualcosa per un determinato fine. Qui non c’è una meta da raggiungere, ma solo un percorso da intraprendere, godendo semplicemente delle varie tappe e dei singoli attimi. È una sorta di meditazione dinamica che prevede l’attivazione dei nostri sensi in maniera del tutto naturale, ad esempio concentrandoci sui profumi tipici del bosco, sulle note fresche degli aghi di pino, su quelle intense di resina e di bagnato, sull’odore di sottofondo dei frutti di bosco, su quello della corteccia e del muschio che la ricopre.

E ancora, osservando i colori degli alberi e le magie di luce tra le foglie, facendo attenzione ai suoni del fruscio del vento, allo scorrere dell’acqua e ai versi degli animali. Provando nuove esperienze tattili con le mani che accarezzano le cortecce e i piedi che camminano sui tappeti di foglie.

I benefici che possiamo trarre da questa pratica sono innumerevoli e prenderci del tempo per capirne realmente i vantaggi e immergerci in un bagno tutto naturale è una scelta che non può farci che bene. E poi chissà: se facciamo abbastanza silenzio, magari ci capiterà di sentire che cosa raccontano gli aghi di pino al cielo e di scoprire di che cosa chiacchierano tra loro gli alberi e le stelle, quando nessuno li sente.

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